sabato 27 ottobre 2012

instagramers, people we follow, people who follow us

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L’applicazione Instagram è stata, secondo i dati pubblicati su blog.instagr.am, scaricata da 15 milioni di utenti a gennaio 2012. A Settembre 2012 siamo oltre 80 milioni. Leone e Zebra amano instagramare, e ho pensato che condividere alcune foto divertenti o sempilicemente quelle che mi piaciono di più, poteva essere un modo come un'altro per contribuire alla più grande fase di decadenza del nostro secolo.
Leone

ps
se qlc amico/amica non ama apparire qui me lo dica, sia mai violare la privacy ;)

The Morning Benders - Buongiornonotte Zebra

Buongiornonotte Zebra

I Bogumili a spasso

Anche se il mio scribacchiare stesso è una vittima, il risultato, credo, non è il classico che ci si potrebbe aspettare da una vittima; e cioè un grido di dolore.  Provare raccontare l’infanzia, (cercare maldestramente) documentare  o presentare lo straniamento dell’adulto in esilio, in un paese lontano diventa un bisogno. 
Lo sguardo non deve essere troppo indulgente e il mistero deve restare mistero. Poter presentare il passato di un paese che è semplicemente sparito dalle carte geopolitiche combinandolo con l’autobiografia e come credere di poter imparare qualcosa da esso. Imparare per cambiare, migliorare in quanto essere umani, non ripetere gli errori. L’umanità è riformabile, pensiamo. 
Ecco, è proprio questo il mio problema: dopo la guerra nei Balcani non credo più che la registrazione dell’esperienza possa migliorare o cambiarci di molto. 
Il movimento dei catari, diffuso nel Medioevo nell’Europa centrale, aveva molti aspetti in comune con la setta bulgara dei bogomili – dal nome del pope Bogomil, vissuto sotto lo zar bulgaro Pietro nel periodo tra il 927 e il 969 – diffusasi in Serbia e in Bosnia. La vicenda dei bogomili di Bosnia, convertiti successivamente all’islam, dopo essere divenuti, secondo alcuni studios, la chiesa ufficiale, è uno dei capitoli storiografici più controversi della regione. Bogumili, tertium (non) datur, hanno da sempre incuriosito anche solamente per la loro versione della dottrina sulla Creazione.  Dicendo che le anime degli uomini sono diavoli cacciati dal cielo, i quali, dopo aver fatto penitenza nei corpi umani una o più volte successive, ritorneranno in cielo, i bogomili assegnavano tutto il male fisico e morale al Principio maligno e alla materia che esso ha creato, cioè il corpo umano. Perciò risulta evidente che la libera volontà di commettere il Peccato originale non c’era, perché all’inizio tutto procede dal maligno e la responsabilità è interamente sua. Questo riveste un valore particolare se si ritiene che lo spirito dell’uomo sia un angelo decaduto (ho sempre amato questa versione). 
I bogomili bosniaci affermano: il legno della vita era la donna, dal quale Adamo ha mangiato; per il quale motivo fu espulso dal paradiso. Dunque egli non era libero, ma costretto dal maligno. I presupposti di questa edizione del primo esilio sono decisamente diversi dalla versione fino ad ora "incontrata". Un'unica cosa li accomuna :

…poiché l’esilio atterra e spezza, bisogna attribuire a qualcuno la colpa di ogni frustrazione, di ogni angoscia e, naturalmente, si accusa chi ci è prossimo, il vicino più vicino...dicono i signori Grimberg, una copia di psicoterapeuti che si sono occupati molto dell'esilio.
   
Quante cose sono cambiate da quel primo esilio affrontato dai nostri progenitori? Secondo Beckett, forse, neanche così tante.  
  
passi su passi
in nessun luogo
né alcuno sa
come solamente
piccoli passi
in nessun luogo
ostinatamente


Samuel Beckett, da Mirlitonnades – Filastroccato 1978

Intanto da qualche parte a sud di Arles esplorando una qualche nuova e curiosa idenità, passi su passi... 
 

Ladino song - Oi Va Voi














































mercoledì 24 ottobre 2012

You've Got Mail


La casella postale eletronica rappresenta di fatto la controparte virtuale della posta ordinaria, quella cartacea. A differenza di quest'ultima, il ritardo con cui arriva dal mittente al destinatario è normalmente di pochi secondi o minuti, anche se ci sono delle eccezioni che ritardano il servizio fino a qualche ora o qualche giorno o qualche mese ma in questo caso ci è voluto un anno. 

Il giorno che avrebbero dovuto passare sul Bosforo è come questo ripreso che arriva al mio indirizzo solamente oggi.

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to: papavero@gipsyontheroad.com
from: fiordaliso@campinfiore.com
sent: 26/10/2011
subject: Un giorno sul Bosforo, solo tu ed io vorrei

Potrebbe essere Istanbul?, 26 Ottobre 2011


Mio caro Papavero se solo, se solamente ...

"Se per i buoni uffici del signor Nuri spedizioniere
la mia città, la mia Istanbul mi mandasse
un cassone di cipresso, un cassone di sposa
se io l'aprissi facendo risuonare
la serratura di metallo: dccinnn ...
due rotoli di tela finissima
due paia di camicie
dei fazzoletti bianchi ricamati d'argento
dei fiori di lavanda nei sacchetti di seta
e tu
e se tu uscissi da lì
ti farei sedere sull'orlo del letto
ti metterei sotto i piedi la mia pelle di lupo
con la testa chinata e le mani giunte starei davanti a te
ti guarderei, gioia, ti guarderei stupito..."

 Da Lettere dal Carcere a Munevver di Nazim Hikmet (1942)

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to: fiordaliso@campinfiore.com 
from: papavero@gipsyontheroad.com
sent: 24/10/2012
subject: RE: Un giorno sul Bosforo, solo tu ed io vorrei

Non è stata Istanbul, 24 Ottobre 2012

Mio caro Fiordaliso, 
proprio oggi, un papavero si è perso in un campo di fiordalisi. Con il sole calante, ha udito la voce di uno di voi che sussurava la storia di un giovane innamorato di una ninfa, colei che rivela la primavera in tutto ciò che sboccia. Un amore impossibile. Si trattava del giovane Ciano che forse per causa dell’amore non corrisposto venne trovato senza più soffio di vita in un campo di fiordalisi. La ninfa Flora commossa da questa visione, impartì alla famiglia dei fiori dal colore azzurro-vivo di narrare la loro storia ad ogni tramonto, fino alla fine dei tempi. 
Terminato il racconto, Fiordaliso si piego’ verso Papavero: “Beati coloro che si baceranno sempre al di là delle labbra, varcando il confine del piacere, per cibarsi dei sogni!”. 
“Allora tu sei un poeta!” esclamo Papavero. 
“No, io rubo le parole degli altri.” 
“Ah, allora sei un losco come me. Nei campi dove sono nato io, si produce l’oppio che rende dipendenti dal suo rossore, infligendo vilmente cerchi neri intorno agli occhi dei malcapitati.” 
“Allora sarà meglio chiudergli per questa notte” disse Fiordaliso, abbandonandosi sul Papavero mentre il vento arrivato dal Bosforo, insinuandosi tra i loro petali li strinse in un caldo abbraccio. 


martedì 23 ottobre 2012

Higitus Figitus











MaledettevaligeMaledettecantineMaledetticambidistagioneMaledettelerestrizionisulpesodellecompagnieaereeMaledettiicolorimarronebluneroeilrossochetantorestaacasaMaledettameequantosonocomplicataquandositrattadipartire!



Higitus Figitus!