fra un paio di generazioni leggeranno sui libri che l'eccessiva libertà d'espressione ha generato la più grande fase di decadenza del nostro secolo. ed ecco, un ulteriore contributo
domenica 24 febbraio 2013
Lucciole per lanterne
Mi chiedo, le lucciole, hanno le ali le lucciole? Volano, allora le hanno. Perchè oltre a mandare le scintille, sfavillare, sfolgorare, cosa è che fanno?
Lucciole |
Le mie lucciole sono di colore giallo-mimosa, con le piccole ali trasparenti e le code fiammeggianti. Ahhh come odorano di buono! Profumi, olezzi, fragranze, aromi. Questa bruma riempie la mia mente di
odori lontani. Da dove arriva? Appanna le mie percezioni e le stende sulla dormusa. Le lucciole, così comode incominciano ad accarezzare i miei
sensi.
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lucciola sulla dormusa |
Devono essere di sesso femminile. Sono così cerbiatte. Hanno gli arti? Si. E cosa pensavi?! Li usano per la locomozione: le braccia, le gambe, ma piccole, piccole, e belle, belle. Ma a che cosa li servono?
Non volano per sempre. E' quasi la mattina.
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Lanterne |
Ora le lucciole, stanche, non potendossi più staccare dalla superficie, con le ali piegate e con un ducato d'oro in mano, appoggiate al bastone si incamminano verso il fiume.
Ahh come solo volavano agli inizi di questa notte sferruzzando i miei pensieri qua e la. Ma con la mattina... con la mattina inizio a smagliare il loro lavoro depredandomi dalle cose più preziose mai possedute. Magari questa notte le lucciole non arriveranno. Con i fiocchi di neve non vanno d'accordo.
giovedì 21 febbraio 2013
Mamarazza, perché mi fa sorridere
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Mamarazza |
La chiamano "mamarazza" storpiando il suo nomignolo di Manni, la paparazza. Amante dell'arte (ha frequentato la Blocherer Schule di Monaco di Baviera), appassionata della fotografia, austriaca di Salisburgo, gira sempre con una macchina fotografica scattando amici o conoscenti durante le feste o semplicemente catturando i momenti della sua vita. Sa ricevere come poche donne del suo giro: molti bramavano quel cartoncino che li avrebbe portati ad uno dei suoi pranzi, perché allora, come per magia si sarebbero trovati in mezzo a quel "bel mondo", anche se solo per un breve lasso del tempo. La si poteva vedere fotografare mentre accompagnava il suo amico Hans Dietrich Genscher durante le visite di Stato, come anche quando i suoi compagni di sventura cercavano di riparare un'automobile in panne. Dal 91' le sue fotografie sono diventate mostre a Salisburgo, Berlino, Monaco... quella che ho sempre amato è l'immagine dei suoi due figli, a largo di Majorca, entrambi minorenni, mentre fingono di bere e fumare.
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© SAYN-WITTGENSTEIN COLLECTION |
Passo del tempo a guardare le foto su Instagram, pigiando "mi piace". Mi capita di trovarmi a qualche mostra - per sbaglio naturalmente, in quanto sono un analfabeta della fotografia - ma ad oggi credo di non aver scovato ancora una foto che mi abbia fatto sorridere così tanto come quando ho visto per la prima volta questa qui. Chissà perché. Poi mi è capitato di leggere Kundera, I bambini sono senza passato ed è questo tutto il mistero
dell'innocenza magica del loro sorriso... Non è bello sorridere?!
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© SAYN-WITTGENSTEIN COLLECTION |
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© SAYN-WITTGENSTEIN COLLECTION |
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© SAYN-WITTGENSTEIN COLLECTION |
martedì 19 febbraio 2013
Barry Lyndon vs Damo Suzuki ossia come è facile innamorarsi di un western tedesco
Ecco non ho mai amato i western americani,
o quelli italiani (dicono i migliori), per non parlare dei western giapponesi
(vecchi e nuovi, anche se quelli vecchi sono di solito i film con i samurai,
che però mi piaciono molto), e anche quelli messicano/spagnoli. Mio
padre li guardava a volte, e diceva che il contesto, sterile e cosparso di sole
pietre ti permetteva ad apprezzare la bravura degli attori. Nessuna
distrazione. Punti di vista, pensavo, perchè per me Barry Lyndon era, allora ,qualcosa
che catturava totalmente le mie cellule grige. E poi mi è capitato di vedere
Deadlock di Roland Klick: girato in Israele, paesaggi desertici,
personaggi che avrebbero potuto essere strappati da un western
qualsiasi e che indossavano i pantaloni a vita bassa, sporchi e sudici, spesso
colti in pose da ganzi con le loro pistole. E poi c’era lui, Mr. Sunshine,
sostanzialmente Clint Eastwood in versione tedesca. Eh già perchè questo è un western tedesco!
Ora qualche intenditore del genere mi dirà
che ci sono dei “chiarissimi richiami” alla filmografia di Sergio Leone, o che
sia stato pienamente ispirato a Il Tesoro della Sierra Madre (??)… io ci
capisco poco, e ancora oggi se mentre salto da un canale ad un'altro mi trovo un western, continuo con lo zapping. Però mi ricordo che le musiche dei Can mi hanno accompagnato per
molte estati nei caldi pomeriggi quando mi nascondevo dal sole e sonnecchiavo o
mi gustavo le mie prime sigarette pensando che sì, la vita alla Barry Lyndon è
sicuramente piena di quadri magnfici, ma io desideravo così tanto scendere da
uno di quei dipinti appesi lungo i corridoi per ululare come Damo Suzuki
sabato 16 febbraio 2013
The Lion King
Inizia tutto così, raccontava spesso mia nonna. Un bel giorno, tua mandre vestita con un pezzo di stoffa bianca informe, a tutta prima un abito da mare originale (la scena si svolgeva nella città dei Bey, Caravan-Saraj, lontano dalle acque azzurre del mar mediterraneo nda) attraversa il salone dove stavo sonnecchiando (leggi: piuttosto sbronza di cherry home made) con il passo affrettato dicendo:
Mamma, esco a buttare il pattume!
Forse perchè ancora nel dormiveglia non avevo realizzato bene. Mia figlia che butta l'immondizia?! Era raro vederla entrare in cucina, per cui le risposi solamente: Se non dovessi trovarla chiama Elizabeth!
Elizabeth era un membro di quella famiglia sin dagli anni 40'. Per cercare il suo fidanzato (soldato al servizio di Sua Maestà britannica, membro della Missione Alleata che Winston Churchill invio per dare il sostegno ai partigiani di Tito) scomparso nei Balcani, arrivò dal Regno Unito e per la sua sfortuna non trovò mai il suo grande amore, ma incontrò la mia nonna con la quale istauri un sodalizio destinato a durare per molti anni.
No mamma, non posso aspettare che rientri Elizabeth, ho molta fretta!
Per andare a buttare il pattume?!
Eh si mamma, c'è un odore nauseabondo che arriva dalla cucina!
Il resto è diventata la storia della nostra famiglia. Sotto casa sali in un'automobile e andò a sposarsi con quello che sarebbe diventato il mio padre.
montecchievich e capuletich, storia vera |
Molti matrimoni iniziano in maniera piuttosto curiosa, ma il loro doveva essere tenuto nascosto per qualche giorno, per poter preparare le famiglie. Insomma una storia già sentita: famiglie rivali, per molte ragioni (storico-religioso-culturale) non si parlavano tranne nei momenti "ufficiali", ed ecco che i due giovani Romeo e Giulietta de noantri con questo insano gesto diedero vita ad una stirpe tutta nuova.
Dolcezza che si gode il primato...ma per poco ancora! |
La prima ad arrivare fu lei, la Dolcezza (nonostante avessero deciso di non usare i nomi dei loro antenati la tendenza di chiamare i figli come gli stati d'animo o come i fenomeni naturali rimase)
Sei anni dopo arriva il mio momento. Ma... Non ci sono in realtà le fotografie che documentano questo avvenimento. Fu questo, insieme a molti alti pretesti, la ragione di un duro maltrattamento subito da quella che tutti insistevano a chiamare Dolcezza: Vedi, sei stato adottato, povero... Mamma ti ha comperato da una zingara perchè eri tutto sporco e piangevi e così, per pochi soldi, ha deciso di regalarmi un giocattolo nuovo!
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Dolcezza con il suo giocattolo nuovo allo Zoo |
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Dolcezza con la sua treccia lunghissima e sempre pettinata con molta cura. Il giorno che venne tagliata, come il codino dell'Imperatore della Cina, venne deposta in una scatola con la naftalina |
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Dolcezza e il suo giocattolo sul ponticello dello Zoo |
Poco dopo l'avvenimento della pellicola a colore, i protagonisti di questo breve cinegiornale che sembrano i membri dell'equipaggio della corazzata Potëmkin incominciano anche a sorridere!
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Bhe quasi sempre... |
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Leoncino esuberante (o isterico secodno le intrepretazioni) |
Queste fotografie sono giunte alcuni giorni fà, regalo della matriarca che le ha accompagnate con il seguente biglietto:
Caro ed unico,
le tre fotografie a colori documentano i comportamenti sintomatici del paziente: felice per pocchi attimi, ingrugnito per una qualche (quasi a tutti) sconosciuta ragione, ed esuberante infine, perchè consapevole che nulla al mondo potrà renderlo vulnerabile se non un bacio rubato sulla guancia da parte di sua madre - quando meno se lo aspetta!
Sei la mia vita,
Mutti
martedì 12 febbraio 2013
Artist who deserve - but have never won - a Grammy
"Sadly, The Weeknd is ineligible for a Grammy, as he released albums that
were free to the public online (while still managing to make money off
of sold copies, it is crucial to note)." by neon tommy
lunedì 11 febbraio 2013
Il cobra non è un serpente
Oramai ci siamo dentro, nell’anno del serpente nero d’acqua.
Il serpente chiamato anche “il piccolo drago” (feng shui), l'animale
celeste percepito come un animale sacro
che porta con lui tutti gli aspetti
benefici del dragone per alcuni e difficoltà da affrontare per gli altri. Di
fatto, da quanto leggo, 2013, l’anno del serpente nero d’acqua sarà per molti
l’anno dei progetti e della rinascita spirituale. Nelle relazioni il serpente
porta sempre amori interessanti, quegli amori “ipnotici” , instabili che
purtroppo non durano nel tempo. Nulla di
nuovo quindi. Sono d’accordo sia cinesi che coreani, che potrebbe essere un’ anno
all’insegna della rinascita, della prosperità, soprattutto per le persone nate
sotto il segno del serpente. Per noi Tigri invece avvertono che ci sentiremo
come gli animali in gabbia, e che cambiare la giungla potrebbe essere una
soluzione!(?) Questo mi fa tornare in mente il caro vecchio Kaa, uno dei più
fedeli amici di Mowgli, un vecchio e saggio pitone delle rocce indiano (da Il
libro della Giungla di R.Kipling) che dispensava sempre consigli saggi: “Un cuore impavido e una lingua cortese ti
porteranno lontano nella giungla”. Quindi se state scaldando una serpe-nte nel seno quest anno, tenetevela stretta, saggezza popolare vuole che un serpente in casa porti fortuna e allontani le sventure. Magari, per questa volta, risvegliata dal calore del corpo anche se spaventata per l'insolito ambiente, non cercherà di fuggire mordendo il suo salvatore.
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